Nel CPIA 2 “Italo Calvino” di Roma in cui lavoro da molti anni è stata inserita nel Curricolo Scolastico la materia “educazione musicale” all’interno del percorso di Primo Periodo. Anche negli anni precedenti la musica ha avuto uno spazio all’interno dell’Istituto grazie anche alla collaborazione negli anni dei docenti di Italiano L2 con cui si sono potuti sperimentare diversi percorsi di integrazione tra musica ed apprendimento della seconda lingua.
Con questo articolo ci si propone di condividere alcune riflessioni ed alcune proposte didattiche sviluppate negli ultimi anni per permettere di dare maggior rilievo all’approccio didattico musicale nei contesti educativi per adulti.
La prima riflessione va fatta in senso introduttivo su quale sia l’importanze della musica a scuola. Da molti anni ormai la ricerca pedagogica ha più volte sottolineato il ruolo delle discipline artistiche nella crescita personale degli studenti. Sappiamo che la musica è presente in diversi fasi del percorso scolastico Italiano, ne è stata incrementata la presenza nella scuola primaria con il progetto “Fare Musica Tutti” del 2013, è sempre stata presente nella Scuola Secondaria di Secondo Grado, in particolar modo nelle Scuole ad “Indirizzo Musicale”. Negli anni si è visto un incremento dei Licei Musicali e Coreutici in tutto il territorio nazionale. Possiamo quindi osservare un incremento dell’educazione musicale nella scuola italiana. Ovviamente non sempre la musica è presente nella modalità adeguata ma non è questa la sede per discuterne. Qui si vuole far notare che la musica può avere spazio anche nell’educazione per adulti.
La varietà umana presente nell’utenza dei. CPIA non permette alcuna generalizzazione ma quando si parla di musica mi sento di poter dire che la musica è sempre stata accolta con grande entusiasmo nelle classi del CPIA. Volendo limitarsi alle classi di Primo Periodo, ovvero le classi che alla fine del percorso ottengono il diploma di scuola secondaria di I grado, pho osservato negli anni un notevole interesse per l’educazione musicale. Ovviamente non stiamo parlando della classica educazione musicale che viene praticata nelle altre Scuole “del mattino”, non si possono presentare agli studenti del CPIA gli stessi argomenti e non si può pretendere di raggiungere gli stessi obiettivi didattici. Argomenti come la grammatica della musica, la teoria musicale di base o la pratica strumentale su strumentario didattico non sono particolarmente efficaci in questo percorso scolastico. Personalmente mi sono concentrato negli anni su altri approcci che potrei sintetizzare in queste tre macro aree:
- Le canzoni italiane, testo ed interpretazione
- La storia della musica in Italia e nel mondo in relazione agli sviluppi della civiltà
- Muscihe tradizionali del mondo
A queste aree dovrei aggiungere altre metodologie sperimentate negli anni come l’uso di filastrocche e scioglilingua per incrementare l’aspetto fonologico ma mi sono reso conto che alcune aree didattiche più legate alla didattica linguistica richiedono una particolare formazione che non possiede, quindi mi sono con il tempo focalizzato su ciò che afferisce maggiormente al mio ambito didattico.
CANZONI ITALIANE, TESTO ED INTERPRETAZIONE
L’uso delle canzoni italiane nell’apprendimento della lingua è una pratica potente che troppo spesso viene ignorata o fatta in maniera superficiale. La metodologia proposta varia da classe a classe ma si possono sintetizzare alcune fasi
- Scelta del brano. Gli autori scelti sono frutto di prove e tentativi, si è vista una maggiore efficacia nell’uso di brani scritti dai alcuni autori di cui possiamo fare alcuni nomi: Lucio Dalla, Lucio Battisti, Sergio Endrigo e Bruno Lauzi per il repertorio di canti per bambini, Gino Paoli, Rino Gaetano, Angelo Branduardi, Luigi Tenco.
- Una volta scelto il brano adeguato al livello degli studenti si propone un ascolto e chiede di individuare le parole comprese
- In seguito si fa leggere il testo alla classe facendo attenzione alla pronuncia
- In seguito segue la parte centrale della lezione, quella in cui si analizza il significato della canzone. In questa fase è fondamentale quindi il valore comunicativo e semantico del brano scelto, per questo è così importante la fase 1. Gli adulti vengono spesso stimolati da traguardi scolastici ma sono ancora più stimolati quando si chiede loro cosa pensano di determinati argomenti, si cerca quindi la loro opinione, li si rende quindi studenti attivi e partecipi. Non bisogna mai dimenticare che lo studente adulto ha solitamente già un sistema di valori e di idee che deve avere un suo spazio all’interno del percorso scolastico. Lo studente straniero ha molto da dire ed esprimere solo che non sa come. In questa attività di scambio di idee dopo l’ascolto di una semplice canzone le idee vengono spesso fuori con risultati a volte sorprendenti
LA STORIA DELLA MUSICA IN ITALIA E NEL MONDO
La storia credo abbia un importanza capitale in qualsiasi scuola e per qualsiasi materia. Capire da dove viene un determinato canto, un particolare strumento vuole dire capire la funzione ed il collocamento sociale. Insomma vuol dire capire il perché sia arrivata a noi determinata musica. Questo lo si deve però mettere in relazione ai principali eventi storici di determinate aree geografiche. Si sta parlando in sintesi di collegare la storia della musica agli eventi sociali che ne hanno reso possibile lo sviluppo. Per chiarezza farò alcuni esempi. Si potrà discutere sul quale sia lo strumento musicale più antico finora ritrovato, il flauto di Divje Babe ritrovato in Slovenia 60000 anni fa, e ci si potrà chiedere come mai sia stato ritrovato lì e con l’aiuto di time line e mappe interattive si potrà osservare quali siano stati i movimenti dell’umanità nei tempi preistorici. Poi si potrà ascoltare un canto liturgico ortodosso e vederne le somiglianze con i canti sacri musulmani e vedere come si siano intrecciate e sviluppate queste due religioni. Gli esempi sono veramente numerosi ma di base questi ci sono utili per alcuni obiettivi didattici:
- Stimolare la curiosità sulla storia e le origini comuni dell’umanità
- Ridurre i divari linguistici e culturali
- Osservare quanto abbiano in comune i popoli del passato e quanto condividiamo credenze e valori universali
- Offrire un quadro culturale che non crei divisioni o differenze ma stimoli il senso di fratellanza e di vicinanza culturale osservando gli enormi prestiti e scambi culturali fra popoli
- Apprendere la storia dei paesi osservati e relazionarli nello specifico alla storia d’Italia soprattuto per far comprendere agli studenti in che tipo si paese si trovino, e questo lo si può fare solo con l’aiuto della storia
MUSICHE TRADIZIONALI DAL MONDO
Ultimo argomento trattato riguarda lo studio delle tradizioni culturali, delle musiche, dei costumi e delle usanze dei paesi di origine degli studenti. Osservando una classe del CPIA non si può non si può rilevare la enorme ricchezza culturale presente fisicamente nello spazio classe. Gambia, Bangladesh, Pakistan, Perù, Marocco, Ucraina, Cina, Afghanistan, Nigeria…e decine e decine di altri paesi ognuno con una storia ed un retaggio culturale immenso. Sarebbe un vero peccato non cercare di tirare fuori da questa “miniera” almeno un assaggio delle ricchezze culturali presenti in classe. Si potrà richiedere quindi ai singoli studenti di fare delle piccole ricerche sulla propria cultura e nello specifico sulla musica, specificando di concentrarsi sulla musica tradizionale e del passato. Ogni volta si scopriranno fenomeni nuovi ed affascinanti, sia per gli studenti che per i docenti. Questa attività è praticamente impossibile da esemplificare perché varia enormemente in base a quale studente effettua questa ricerca ma un obiettivo collaterale ma non meno importante sarà quello di stimolare gli studenti a “tradurre i propri pensieri”. Con questo si intende, come detto in precedenza, il fatto che gli studenti adulti hanno già delle proprie conoscenze e delle proprie idee, il problema è che raramente gli si chiede esplicitamente “dimmi cosa pensi di un determinato argomento che riguarda la tua cultura, il tuo passato, il tuo bagaglio culturale”. Credo sia fondamentale sfruttare la spinta motivazionale, la voglia di esprimere concetti propri, per stimolare la capacità linguistica di esprimersi in un altra lingua. Bisogna chiedere agli studenti di tradurre i propri pensieri, magari scrivendo prima nella propria lingua, trattando argomenti a loro familiari come appunto la propria tradizione e magari la propria musica, per poi tradurre in italiano i loro raginamenti. Gli adulti spesso devono solo ricordare di essere stati studenti, devono recuperare tutta una serie di pratiche che magari hanno già messo in atto in passato e che forse possono ancora recuperare. Anche qui è impossibile la generalizzazione vista l’enorme varietà di livelli di scolarizzazione presenti nei nostri Istituti ma comunque vale la pena tentare di recuperare ciò che è già presente nella formazione del singolo individuo sperando sempre di poter aggiungere nuovi elementi, nuovi punti di vista, nuove idee al bagaglio culturale di ognuno.

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