Cosa succede quando un musicista, compositore e performer è allo stesso tempo scrittore, giornalista e studioso del fenomeno musicale, soprattutto dal punto di vista antropologico? E cosa succede quando tutte le conoscenze, tutte le esperienze, tutti gli ascolti e riflessioni di questo personaggio vengono letteralmente riversati all'interno di un libro? Succede che si ottiene un testo diverso da qualsiasi altro in cui la scrittura non è semplicemente analitica o musicologica, in cui i contenuti sono estremamente eterogenei (ed eterei).
Insomma, si crea un oceano. Toop scrive fondamentalmente di musica ed arte del secolo XX (la prima edizione è del 1995). Ma non scrive di una musica, di uno stile, di un luogo ma naviga, appunto, in maniera libera tra generi ed esperienze infinite, suoni elettronici, acustici e misti. Viaggia dall'Inghilterra, all'Africa, dal Giappone all'Indonesia, dal Canada alla Norvegia. Si muove e va dove gli pare, dove c'è suono lui va.
Ne esce fuori un quadro, una narrazione, non so nemmeno io cosa ne esce fuori, ma ci si trova davanti ad una ricchezza musicale e culturale sbalorditiva. Alcuni temi affrontati possono essere ricondotti alla "classica" storia della musica del '900, ma tanti altri fenomeni fanno parte di quel mondo visibile ed invisibile che è stato il mondo culturale del secolo scorso. Si parla della nascita di generi musicali che saranno fondamentali per la musica di oggi. E' impossibile sintetizzare. Se siete appassionati di qualche musica sicuramente in questo libro c'è! E' una specie di enciclopedia messa nel frullatore, senza ordini alfabetici o cronologici o geografici. Non perché l'autore non abbia potuto proporre un testo più strutturato ma perché si doveva rispettare l'elemento fondamentale del materiale trattato. Tutte le musiche presenti sono contaminate da altro, collegate ad altro, come un Micelio, la rete complessissima di funghi che popolano l'intero globo. E sono manifestazioni "fungose" quelle esposte del libro. Succede di tutto. Tutto si incrocia ma si può ricostruire a quale famiglia o ramo bio-sonoro appartiene ogni singolo prodotto musicale.
Perché è così che si è sviluppata la musica negli ultimi anni, si sono abbattute molte separazioni ed il mondo è entrato in contatto soprattutto grazie alla rivoluzione tecnologica. Potrei continuare ad elogiarne le qualità ma per darvi un esempio più tangibile di cosa sto realmente parlando aprirò a caso, ora, il libro in alcuni punti e riporterò delle frasi su cui mi cade l'occhio o che ho precedentemente sottolineato (ho provato a mettere delle "boe" nell'oceano ma anche così non è possibile evitare il naufragio in questa varietà di correnti e flussi)...vediamo cosa peschiamo:
- "Se Richard Maxfield non si fosse suicidato nel 1969, e se i suoi pezzi di musica elettronica non fossero così difficili da trovare, o da ascoltare, allora le nostre idee su come la musica è cambiata, ed espansa, negli ultimi trentacinque anni, potrebbero essere diverse."
- "Steve Hillage [...] il chitarrista hippie dei Gong e produttore rock di successo [...] si stava rendendo conto che lo slancio della acid house era in grado di ricaricare più energia di quella prodotta da una batteria."
- "..una session esplorativa di Hendrix e Dave Holland, che purtroppo venne interrotta e abbandonata perché Bright (il produttore - nota mia) e Hendrix giudicarono le proprie esecuzioni annebbiate, senza rimedio, dagli effetti del PCP (marchio registrato della fenciclidina, un sedativo usato illegalmente come allucinogeno. Nome comune: angel dust)"
- "Il compositore e inventore di strumenti americano Harry Partch, avendo egli stesso rifiutato il temperamento uniforme, ha dedicato a questo argomento gran parte del suo, "pesante" ma arguto libro Genesis of Music."
- Per questo motivo, in Giappone non è così raro imbattersi in stranezze così evidenti come i templi tirati su con mucchi di spazzolini da bagno, o i monaci buddisti che pregano per i microchip esauriti. Tutto è Buddha."

